Attacchi combinati fisici e digitali quando il furto parte dal server

Attacchi combinati fisici e digitali

Attacchi combinati fisici e digitali: quando il furto parte dal server

Negli ultimi anni si è consolidata una consapevolezza: le minacce aziendali non sono solo digitali e remote. I criminali combinano sempre più strategie fisiche e digitali — l’accesso alla sala server, il furto di dispositivi, l’installazione di malware via chiavetta fisica, la manipolazione di accessi fisici e sistemi IT interconnessi. In questo articolo analizziamo come gli attacchi ibridi (fisici + digitali) rappresentano uno dei principali rischi emergenti, quali sono le tecniche adottate e come le aziende possono strutturare difese efficaci.

L’evoluzione degli attacchi aziendali

Tradizionalmente, la cybersecurity era considerata come la protezione delle reti, dei server e dei dati digitali da attacchi informatici. Oggi, però, le barriere tra fisico e digitale si fanno sempre più permeabili. Un’azienda può subire una violazione perché un malintenzionato accede fisicamente a locali critici, oppure perché sistemi fisici “smart” sono vulnerabili digitalmente.

Tecniche comuni di attacchi combinati

Ecco alcune modalità con cui gli attacchi fisico-digitali si concretizzano:Ecco alcuni dei requisiti minimi frequentemente richiesti:

Accesso fisico alla sala server

l’attaccante può entrare nei locali del data center o del CED aziendale, installare una chiavetta USB infetta, manomettere cablaggi, installare hardware nascosto. Questo consente successivamente di entrare nei sistemi attraverso “porte” fisiche.

Furto di dispositivi fisici collegati alla rete

ad esempio, rubare un server, un NAS, un computer non protetto o non criptato, che contiene dati aziendali e risulta un vettore per attacchi successivi. La categoria “furto fisico di apparati ICT, sia fissi che mobili” è stata rilevata nel 26 % dei casi secondo il Rapporto OAD 2024.

Compromissione di sistemi “smart” o IoT connessi a infrastrutture fisiche

un sistema di controllo accessi, una telecamera IP, un varco automatico, se vulnerabile digitalmente, può essere il punto di ingresso per un attacco più esteso.

Attacchi alla supply-chain fisica e digitale

ad esempio, l’attaccante modifica un componente hardware prima che entri in azienda oppure compromette fornitori che gestiscono anche infrastruttura fisica (server, ambienti data center).

Perché questo tipo di attacchi è particolarmente insidioso

Come proteggere la propria azienda da attacchi ibridi fisico-digitali

Per garantire una protezione completa contro gli attacchi combinati fisici e digitali, le aziende devono adottare un approccio integrato alla sicurezza. Il controllo degli accessi fisici è il primo passo: porte, sale server e aree sensibili devono essere protette con sistemi di badge, biometria, videosorveglianza, monitoraggio accessi e registrazione dei log. È altrettanto importante assicurare la separazione dei locali critici: il CED o la sala server devono trovarsi in ambienti isolati, con accessi limitati solo a personale autorizzato e costantemente monitorati.

Un altro aspetto fondamentale è la criptazione dei dispositivi fisici: server, NAS, laptop e unità di storage devono essere cifrati in modo che, anche in caso di furto, i dati restino illeggibili. Parallelamente, serve un accurato controllo degli endpoint fisici, monitorando dispositivi mobili, chiavette USB e sensori IoT che potrebbero rappresentare punti di ingresso per minacce digitali.

La sicurezza “smart” e IoT richiede attenzione costante: ogni dispositivo connesso, come telecamere, badge elettronici e sistemi di controllo accessi, deve essere mantenuto aggiornato, protetto da autenticazioni forti e inserito in una rete segmentata. Proprio la segmentazione della rete e dei dati rappresenta una misura chiave: occorre separare le reti fisiche da quelle IT, isolare i server critici e creare vere e proprie “zone demilitarizzate” tra dispositivi IoT/OT e i sistemi centrali.

Non meno rilevante è la gestione dei backup, che devono essere sicuri, archiviati fuori rete e testati periodicamente per garantire un rapido ripristino in caso di intrusione o furto fisico. Ogni organizzazione dovrebbe inoltre disporre di uno scenario di risposta e di un piano di incident-response che includa la componente fisica, contemplando situazioni come intrusioni, furti hardware o manomissioni di cablaggi.

La formazione e la sensibilizzazione del personale sono elementi imprescindibili: i dipendenti devono conoscere i rischi ibridi e sapere come comportarsi per evitarli, ad esempio non lasciando porte aperte, non smarrendo badge di accesso e proteggendo i dispositivi aziendali. Infine, l’efficacia delle misure deve essere verificata attraverso audit fisici e digitali periodici, che controllino non solo i sistemi informatici, ma anche gli accessi ai locali, la gestione delle chiavi e l’integrità delle infrastrutture fisiche.

Solo unendo tecnologia, procedure e cultura della sicurezza, le imprese possono costruire una difesa realmente solida contro i rischi combinati del mondo fisico e digitale.

L’attacco non è più solo “online”

Il mondo in cui sicurezza fisica e sicurezza digitale erano percepite come ambienti separati è oggi superato. Gli attacchi ibridi fisico-digitali rappresentano uno scenario realistico e concreto a cui ogni azienda — grande o piccola — deve prepararsi.
Integrare le misure fisiche e digitali, avere una visione olistica della sicurezza, dotarsi di piani di risposta che considerino anche l’accesso fisico e il furto hardware, significa elevare la resilienza del proprio business.
Come broker assicurativi o consulenti di sicurezza, è importante affiancare le imprese non solo nel prevedere coperture assicurative, ma anche nel mettere in atto le misure concrete che rendono questa protezione efficace. Se la tua azienda non ha ancora affrontato la convergenza tra sicurezza fisica e digitale, è il momento di farlo: la minaccia è reale.

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